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Una politica partecipata SI PUO' FARE - Provincia L'Aquila

30 ottobre 2008
Per risolvere il problema della casa
Housing sociale  

Perchè non sperimentare nuovi modelli gestionali per l’abitazione sociale mediante il ricorso alla finanza etica?
 
Con la creazione di un Fondo Immobiliare Etico creato appositamente per il progetto dell’Housing Sociale nell’ambito delle nuove politiche abitative si possono programmare politiche per incrementare e valorizzare l’offerta di abitazioni con locazioni a canone calmierato, con un’ottica no profit.

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27 ottobre 2008
Spazi verdi per i pensionati

Per dare risposte al problema dei pensionati che non arrivano alla fine del mese sarebbe interessante creare creata una vera e propria "Valle degli Orti":  pezzi di terra affidati ai pensionati che tornano così a produrre ortaggi come una volta, qualcuno improvvisando, qualcun altro tornando a fare il mestiere di famiglia.

In questa "Valle", ogni pensionato potrebbe avere circa 50 metri quadrati a testa, l'attacco dell'acqua, il cassone per gli attrezzi e insalate, radicchi, pomodori e ortaggi di ogni tipo da coltivare per passare il tempo e non restare soli.


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27 ottobre 2008
Parliamo di giovani
Proponiamo le indicazioni del gruppo di lavoro del Coordinamento femminile relativo alle politiche giovanili: Spunti in 11 punti

AREA D’INDAGINE/ D’AZIONE: Provincia de L’Aquila
ZONE DI COORDINAMENTO: L’Aquila – Avezzano – Sulmona

1) Distribuzione di QUESTIONARI a:
• studenti
• docenti

Quali scuole:
• scuola secondaria di I grado
• scuola secondaria di II grado

Il questionario non deve limitarsi a scoprire la presenza del bullismo.
Ma a verificare se  nella “normalità” del quotidiano vivere a scuola esistano motivi di malessere e disagio che possano condizionare:
• l’aspetto relazionale
• l’aspetto del rendimento scolastico.
Prendere coscienza dei risvolti che tale fenomeno (spesso vissuto come un normale “rumore di sottofondo”) può costituire il primo fondamentale passo verso la possibilità di promuovere il benessere nella scuola.
L’acquisizione dei dati “reali” e la conoscenza specifica del fenomeno permetterà al personale dirigente, docente e ATA di compilare strategie per comprendere e contrastare il fenomeno, tutto ciò garantendo una consulenza specifica agli Istituti formata da:

2) OSSERVATORIO PROVINCIALE
Composto da esperti individuati tra dirigenti scolastici, docenti, forze dell’ordine, psicologi..

3) Comunicazione dati

4) Sensibilizzazione di una fascia di alunni con lo scopo di avviare una PEER EDUCATION

5) Formazione del personale della scuola (vedere anche il documento in allegato: “DOCENTI”)
Svolgimento di  seminari rivolti al personale docente e ai collaboratori scolastici

6) Diffusione di materiale di sensibilizzazione (opuscoli)

7) Collaborazione con i media (tg e televisioni locali)

8) Siti internet creati ad hoc o finestre sull’argomento in siti istituzionali già esistenti

9) Non limitarsi ai banchi di scuola:
Non si deve dare per scontato che solo ed esclusivamente all’interno delle mura scolastiche esista il problema.
Nella fascia degli istituti superiori sono presenti i ragazzi che iniziano ad affacciarsi alla vita, ad uscire, ad avere gli scooter, a far tardi la notte,a bere e per questo sarebbe fallimentare qualsiasi progetto che si limitasse ad esplorare o ad affrontare il fenomeno solo tra i banchi di scuola.
Si vuol cercare di considerare a 360 gradi la vita dei ragazzi, prendendo anche in esame i luoghi di ritrovo nei quali vivono spavaldamente, al di sopra delle righe, giocando a fare gli adulti, restando vittime dei loro stessi atteggiamenti oppure trasformando in vittime chi non condivide neppure le loro scelte.

ESEMPIO: “Ti porto a casa io”.
Entrata nei locali con segnalazione della persona che guiderà al ritorno, responsabilizzazione dei gestori dei barman, dei ragazzi, con applicazione di braccialetto ad identificazione di chi guiderà perché quella sera non berrà.
Seguiranno i controlli da parte delle forze dell’ordine ovvio è che a loro si chiede di premiare questa volta la trasgressione al contrario.
Chi trovato con il braccialetto e sobrio al posto di guida, avrà un’entrata gratis oppure,una consumazione gratuita…

I linguaggi, i metodi di approccio sono necessari quando gli interlocutori sono i giovani; bisogna apprenderli velocemente e cercare di essere il più vicino possibile al loro mondo per ottenere risultati:

10) Aiutarsi con la “filosofia” del rugby
“Il rugby insegna a vivere perché è sottilissima la linea che separa la virtù sportiva dalla violenza e tutti sanno che quel confine non va mai superato e che si devono rispettare le regole”

11) Aiutarsi con i “film” (vasta “FILMOGRAFIA”)


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27 ottobre 2008
Parcheggi rosa...
Perchè non prendere esempio dalle buone pratiche?

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/gallarate%20e%20malpensa/35759/

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22 ottobre 2008
APPELLO: Salviamo i diritti all'integrazione e allo studio dei cittadini diversamente abili
Le ultime due finanziarie hanno tagliato il sostegno nelle scuole ai ragazzi disabili gravi trasformando un provvedimento amministrativo in legge, quindi i TAR non possono accogliere le istanze delle famiglie. Ci siamo sentiti in dovere di stilare una petizione alle massime cariche dello Stato, nella speranza che prevalga il richiamo ai diritti fondamentali e si cerchino altrove veri sprechi da tagliare!
Stanno firmando giuristi, giornalisti, psicologi, psichiatri e vari altri esperti della problematica nonche' tanti cittadini sensibili e referenti di associazioni per i diritti. Non si tratta infatti di un'istanza di parte o di categoria, ma di una richiesta fondata su principi costituzionali e di civilta', oltre che su aspetti psicopedagogici, sociologici, etc.
Per firmare la petizione fare click su questo indirizzo: http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/appelli/1080sostegno.htm

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On. Presidente della Repubblica,
Onorevoli Presidenti di Camera e Senato,
Ministro dell'Istruzione, on. Gelmini,

chiediamo

LA REINTEGRAZIONE DEI DIRITTI ALLO STUDIO, ALLA DIGNITA' DELLA PERSONA, ALL'INTEGRAZIONE, AD UNA AUTENTICA OTTIMIZZAZIONE DELLE POTENZIALITA' RESIDUE DEGLI ALUNNI E STUDENTI DISABILI DI TUTTA ITALIA.

Infatti, a causa di una normativa farraginosa, astrusa, ma soprattutto incostituzionale, in quanto difforme da principi sanciti dalla Costituzione, bambini e ragazzi diversamente abili, con certificazione di handicap in situazione di gravità ex art. 3, 3° comma legge 104/1992, nell'anno scolastico 2008/2009 sono rimasti - al contrario dello scorso anno - privi di insegnante di sostegno con rapporto 1:1 ; infatti le ore di sostegno sono state incredibilmente ridotte a poche ore settimanali.

Tutto ciò provoca ingenti problemi, disagi ed emarginazione agli studenti disabili, nonché disorganizzazione e confusione nella gestione delle classi.
Certo questa non è una scuola moderna e civile, né una scuola che promuove il diritto all'istruzione ed il diritto di uguaglianza di tutti gli studenti!!!
I genitori di questi ragazzi portatori di handicap sono disperati e tutti noi cittadini non riusciamo a comprendere come ciò sia potuto accadere.

È veramente triste ed amaro constatare che proprio nel 2008, in cui si celebra il 60° anniversario della nostra Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nelle scuole italiane si segnali la violazione di un concreto diritto allo studio, all'integrazione, alla riabilitazione dei disabili, alla valorizzazione di quelle loro capacità residue, che se non trattate adeguatamente, corrono il rischio di causare serie ed irreversibili involuzioni.

Tutto è partito dalla legge n.244 dicembre 2007, (meglio nota come finanziaria per il 2008) e confermata dalla finanziaria 2009, che, nell'applicare un mero criterio numerico (1 insegnante di sostegno per ogni 2 disabili a prescindere dalla loro gravità) vuole e, di fatto, uniforma tale rapporto ½ su tutto il territorio nazionale dimenticando la specificità ed il bisogno formativo legato alla certificazione di ciascun alunno diversamente abile; tutto ciò comporta che in tante regioni, ove il rapporto è diverso da quello previsto nella finanziaria 2008, si è avuta una notevole contrazione di organico di sostegno, con gravissime conseguenze.

Ma i diritti fondamentali della personalità, di uguaglianza e solidarietà sociale, sanciti dalla nostra Costituzione, non li può sopprimere nessuna legge ordinaria. Il diritto allo studio dei disabili non si può ridurre ad una arida e squallida formula matematica che non tiene conto delle vere e concrete esigenze degli studenti portatori di handicap gravi.

È proprio per questo che viene lanciato un appello a codeste Onorevoli Autorità, affinché si provveda con urgenza, in maniera fattiva, a ridare dignità agli studenti diversamente abili, che al momento si trovano espropriati dall'esercizio di diritti fondamentali, inviolabili ed imprescindibili, costituzionalmente garantiti.

Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus


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9 ottobre 2008
Un grande patto sociale: la forza del volontariato
Soddisfare i bisogni dei più deboli e amplificare le potenzialità offerte dall’impegno sociale significa valorizzare la forza della volontà individuale, disposta a investire le proprie energie e il proprio tempo in favore della collettività. Potenziare le reti della solidarietà, incentivare il ruolo dell’esperienza dell’anziano, favorire l’intersezione dei circuiti sociali con i singoli, oltre le logiche di appartenenza o di ideologia. La motivazione a dare non ha colore se non quello del benessere collettivo e dell’impegno concreto verso i meno fortunati.

Rosalba R.
9 ottobre 2008
Sicurezza: prevenire per crescere
Sicurezza non è solo microcriminalità ma è anche sicurezza della mobilità, prevenendo danni alla salute dovuti agli incidenti; nei luoghi di lavoro, afflitti da decine di morti bianche e migliaia di infortuni; sicurezza per l’infanzia ed i minori, contro le minacce di abuso, di sfruttamento e di abbandono scolastico creando reti e servizi di tutela dentro le case, nelle scuole e per le strade.

Rosalba R.
3 ottobre 2008
Mozione PD sui libri scolastici
La mozione presentata dalla senatrice Luciana Sbarbati è stata sottoscritta da 70 senatori e impegna il governo a rendere deducibile dal reddito delle famiglie la spesa per i libri scolastici e recuperare le risorse necessarie per promuovere e incentivare la lettura

“Rendere deducibile dal reddito delle famiglie la spesa per i libri scolastici e recuperare le risorse necessarie per promuovere e incentivare la lettura”. E' quanto chiede al governo il Pd, con una mozione presentata al Senato dalla senatrice Luciana Sbarbati e sottoscritta da 70 senatori, tra i quali la presidente del gruppo Anna Finocchiaro, i vicepresidenti Luigi Zanda e Nicola Latorre, i ministri ombra dell'Istruzione, Mariapia Garavaglia, e delle Pari opporunità, Vittoria Franco, il capogruppo in Commissione istruzione Antonio Rusconi, e i senatori Silvana Amati, Emma Bonino, Gianrico Carofiglio, Mauro Ceruti, Franca Chiaromonte, Luigi Lusi, Massimo Livi Bacci, Marina Magistrelli, Francesco Rutelli, Anna Serafini, Silvio Emilio Sircana, Albertina Soliani, Tiziano Treu, Umberto Veronesi, Vincenzo Vita, Sergio Zavoli.

“La cultura e la formazione sono motori essenziali per lo sviluppo e per il futuro di un Paese - sottolinea la senatrice Sbarbati - e la lettura è il fondamento di questo percorso di conoscenza. Bisogna dunque fare in modo che la lettura diventi anche una piacevole abitudine, uno stile di vita. Ciò è possibile solo a patto di aiutare i cittadini a percorrere questa strada, ad esempio attraverso agevolazioni finalizzate all'acquisto dei libri. Sono sempre più numerose, infatti, le famiglie che, alla ripresa dell'anno scolastico, sono costrette a chiedere prestiti per acquistare i libri di testo dei loro figli o per sostenere i costi necessari alla loro formazione. I testi scolastici stanno divenendo per i nuclei familiari un onere troppo gravoso, specie per i cicli dell'istruzione d'obbligo.

Per tale ragione – sottolinea la parlamentare del Pd - impegniamo il governo a verificare la possibilità di rendere deducibile dalla denuncia dei redditi la spesa dei libri scolastici. E chiediamo, inoltre, di avviare campagne per la promozione della lettura, attraverso incentivi fiscali all'acquisto dei testi, coinvolgendo famiglie, scuole e società in progetti che incoraggino i giovani a questa pratica, che è sempre più in calo, come ci dicono le statistiche".

Con questo documento “chiediamo, perciò, al governo – continua Sbarbati - di prevedere, oltre all'intervento sulla fiscalità, iniziative che agevolino la circolazione di idee e dei contenuti culturali che il nostro Paese va elaborando.” "In particolare - precisa poi la senatrice Sbarbati - è fondamentale il sostegno agli investimenti tecnologici su tutta la filiera commerciale (editori, distributori, grossisti, librai) per favorire l'adozione di strumenti moderni di gestione”.

"La mozione dei senatori del Pd - conclude Sbarbati - si prefigge anche di contrastare la deriva culturale, la superficialità, l'effetto trainante della massificazione che dilaga fra le giovani generazioni e che è in assoluta controtendenza con la storia del nostro Paese, una storia che il mondo intero ci invidia”.

3 ottobre 2008
Partecipazione popolare
Partecipazione popolare alle scelte, attuando modalità ampiamente sperimentate nel Nord Europa:
  1. urbanistica partecipata sia a livello di zona, per interventi con valenza locale (ascolto della cittadinanza prima della progettazione, inserimento delle richieste e delle proposte degli e delle abitanti nei bandi di concorso, discussione e convalida del progetto vincitore, partecipazione alle modalità di realizzazione), sia per piani, progetti e interventi strategici e a rilevanza territoriale più ampia (come progetti per strade, ferrovie, altre linee di trasporto pubblico di superficie, grandi impianti, grandi piani urbanistici ed edilizi di qualsiasi tipo, di recupero, di riqualificazione, ecc.), in merito sia a tracciati, dimensioni e localizzazioni, sia  al loro inserimento nel contesto urbano che li circonda;
  2. bilancio partecipato a livello comunale e di zona;
  3. agenda 21 di zona;
  4. comitati di gestione dei servizi di base (consultori, case delle culture), comitati di autogestione nei quartieri di edilizia popolare,  comitati di controllo sulle aziende erogatrici di servizi a rete (trasporti, acqua, energia);
  5. consulte a livello di zona, telematica civica, ecc. 
3 ottobre 2008
Politiche di genere
Le politiche di genere della Regione non devono essere intese come azioni a sè stanti, affidate a un unico assessorato, ma devono essere trasversali a ogni azione e intervento, in modo da includere l’ottica di genere in tutte le politiche di sviluppo locale.

Gli obiettivi e le strategie delle politiche di genere dovranno collocarsi nel quadro di riferimento dell’Unione Europea, che ha accolto i principi del  mainstreaming e dell’empowerment, elaborati dalle Conferenze mondiali delle donne a partire da Pechino 1995, e li ha raccomandati a tutti i Paesi membri come indispensabili per raggiungere un’effettiva parità tra donne e uomini.

Mainstreaming (sistematica considerazione dei bisogni sia delle donne sia degli uomini nella definizione di tutte le politiche) ed  empowerment (assunzione di potere da parte delle donne attraverso la loro partecipazione ai processi decisionali) dovranno informare ogni azione politica regionale.

Emanuela B. (L'Aquila)

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